Sztuka Europy Wschodniej • The Art of Eastern Europe
Il Principe Stanislao Poniatowski e l'Italia, Accademia Polacca delle Scienze e Istituto Polacco, Roma 2024.
Stanislao Poniatowski, principe riabilitato [in:] "Il Principe Stanislao Poniatowski e l'Italia", PAN - Rzym Stacia Naukowa Polskiej Akademii Nauk, Warszawa 2024.
Alberto Macchi, Oltre agli artisti. Vicende di alcuni personaggi italiani nella Varsavia al tempo di Stanislao Augusto, [in:] “Intorno a Marcello Bacciarelli: Italiani nella Varsavia dei Lumi / a cura di Andrzej Pieńkos e Mariusz Smoliński”, Warszawa: Instytut Historii Sztuki Uniwersytetu Warszawskiego : Muzeum Łazienki Królewskie w Warszawie, Warszawa 2019.
Alberto Macchi, Agnieszka Stefaniak-Hrycko,
Polonia, la mia (nuova) casa, [in:] “Conferenze 147 - Perché la Polonia?
Storie e biografie di personaggi noti e comuni legati alla terra polacca - Accademia
Polacca delle Scienze Biblioteca e Centro di studi a Roma, Accademia Polacca
Roma, Roma 2023.
Asociación Dante
Alighieri La Plata, Argentina
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Insomma: “Camilla [Silvana]”, dall'Eneide di Virgilio Marone, “Patricia Silvia” da un'opera in versi di Filippo Tolli e “Fata Silva” da una biografia immaginaria scritta da Alberto Macchi: tre figure di donne nate in Ciociaria, frutto del mito la prima, della leggenda la seconda e della fantasia la terza.
Questo splendido trittico di figure femminili rappresenta un affascinante intreccio tra la realtà geografica della Ciociaria e i diversi livelli dell'invenzione letteraria: il mito classico, la poesia d'immaginazione e la finzione biografica contemporanea. Ciascuna di queste figure incarna una sfumatura diversa del "non vero", proprio come le distinzioni linguistiche analizzate in precedenza: il mito non è una bugia, così come la finzione artistica non è un inganno.
Camilla è la celebre Regina dei Volsci narrata da Virgilio nell'Eneide, la vergine guerriera legata indissolubilmente alle terre e alle selve dell'antico Lazio meridionale e della Ciociaria.
Patricia Silvia, invece, nasce da un'opera in versi legata a un espediente poetico e letterario di Tolli con un chiaro richiamo intellettuale al territorio, dato che il toponimo del borgo ciociaro di Patrica deriva proprio dal nome Patricia che rappresenta la personificazione lirica dell'immaginazione, dove, appunto, il nome stesso evoca le radici storiche.
Fata Silva, infine, è un personaggio partorito dalla mente del drammaturgo e regista romano Alberto Macchi, autore profondamente legato al borgo ciociaro di Patrica, al quale ha dedicato storici studi e progetti teatrali.
Inserita all'interno di una "biografia inventata", Fata Silva diventa un meraviglioso esempio di come la letteratura contemporanea possa creare nuovi "folclori" e leggende moderne, radicandoli nello spirito autentico del territorio ciociaro.
Tre archetipi diversi che dimostrano come una terra reale possa trasformarsi, attraverso epoche e stili differenti, in una straordinaria fucina di narrazioni e figure immortali.
Un viaggio epico oltre i confini del tempo. Un uomo sulle tracce dell'Oro del Nord.
Duemila anni fa, gli inviati di Roma sfidavano l’ignoto per raggiungere le gelide sponde del Mar Baltico. La loro missione: l'ambra, la resina preziosa che affascinava l'Impero.
L'autore non si è limitato a studiare la storia: l’ha interamente vissuta.
Vestiti i panni di un Eques Romanus, ha ripercorso materialmente – in special modo sulle coste del Mar Baltico – in compagnia della sua compagna nelle vesti d'una mercante di Danzica di none Luzia, quell’antico e tortuoso tracciato transeuropeo, fondendo il rigore ella ricerca scientifica con la vividezza del racconto letterario.
La Via dell'Ambra è un’opera straordinaria e polifonica, presentata in tre lingue (italiano, polacco e inglese). Un ponte culturale che unisce il cuore dell'Impero alla custode millenaria dei segreti del Baltico, offrendo al lettore il respiro, la fatica e la meraviglia di un’impresa senza tempo.
Mettetevi in marcia. La strada per il Baltico è ancora aperta!



































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