Sztuka Europy Wschodniej • The Art of Eastern Europe
Il Principe Stanislao Poniatowski e l'Italia, Accademia Polacca delle Scienze e Istituto Polacco, Roma 2024.
Stanislao Poniatowski, principe riabilitato [in:] "Il Principe Stanislao Poniatowski e l'Italia", PAN - Rzym Stacia Naukowa Polskiej Akademii Nauk, Warszawa 2024.

,

Alberto Macchi, Oltre agli artisti.
Vicende di alcuni personaggi italiani nella Varsavia al tempo di Stanislao Augusto, [in:] “Intorno a
Marcello Bacciarelli: Italiani nella Varsavia dei Lumi / a cura di Andrzej
Pieńkos e Mariusz Smoliński”, Warszawa: Instytut Historii Sztuki Uniwersytetu
Warszawskiego : Muzeum Łazienki Królewskie w Warszawie, Warszawa 2019.

Alberto Macchi, Agnieszka Stefaniak-Hrycko,
Polonia, la mia (nuova) casa, [in:] “Conferenze 147 - Perché la Polonia?
Storie e biografie di personaggi noti e comuni legati alla terra polacca - Accademia
Polacca delle Scienze Biblioteca e Centro di studi a Roma, Accademia Polacca
Roma, Roma 2023.
Muzeum w Tarnowie
Gesuiti
Ministero dei Beni Culturali
Museo di Roma di Palazzo Braschi
Gesuiti Wam
Regione Lazio

Scrive Maria Cristina Crespo nella sua introduzione: «Potremmo definire Alberto Macchi… un apostolo di Caravaggio, con il sostegno di una scrittura dallo stile asciutto e coinvolgente, dove i paesaggi, gli ambienti, i vicoli, i chiostri, Roma e tutti gli altri luoghi sono resi fotograficamente attraverso il racconto di sole parole…». L’autore, forte di una personalità poliedrica, segue il fil rouge della storia che ama e approfondisce dalle fonti e con tutti i mezzi, anche quello della ricostruzione storica e aderire al “Gruppo Storico Romano”. La sua attività lo ha portato ad esibirsi ed a presentare i suoi testi in vari paesi, come la Francia e la Svezia, ma soprattutto la Polonia dove è membro del gruppo di ricostruzione storica di Varsavia.
Stefania Severi
ROMACULTURA DICEMBRE 2023
"Caravaggio e Patrica: un uomo in compagnia della sua solitudine" è un atto unico teatrale scritto da Alberto Macchi, pubblicato nel 2023. L'opera esplora l'immaginaria permanenza del pittore Michelangelo Merisi a Patrica, in Ciociaria, durante la sua fuga finale, fondendo arte, storia locale e dramma esistenziale.
Contenuto dell'opera: Il testo si concentra sulla solitudine e l'interiorità del Caravaggio, immaginando il suo passaggio nel piccolo centro laziale di Patrica.
Contesto dell'autore: Alberto Macchi, già autore dell'opera "L'uomo Caravaggio" (1995) realizzata con la prof.ssa Mina Gregori, è noto per aver approfondito la figura del pittore, mettendone in luce l'aspetto umano e tormentato.
Eventi collegati: L'opera è stata oggetto di rappresentazioni e letture, come quella tenutasi nell'agosto 2020 a Patrica, intitolata "Canzoni e Caravaggio", che ha unito il testo di Macchi a musiche romane e napoletane.
(AI Overview)
Presentazione del libro a Patrica.
"Caravaggio e Patrica" e Claudio Strinati
Asociación Dante
Alighieri La Plata, Argentina
https://www.facebook.com/dalighieri.laplata/
www.youtube.com/channel/UCFMnUOVI5syvgdZN-ld-j4w
Progetto
Progetto
Insomma:
“Camilla [Silvana]”, dall'Eneide di Virgilio Marone, “Patricia
Silvia” da un'opera in versi di Filippo
Tolli e “Fata Silva” da una biografia immaginaria scritta
da Alberto Macchi: tre figure di donne nate in Ciociaria, frutto del
mito la prima, della leggenda la seconda e della fantasia la terza.
Questo
splendido trittico di figure femminili rappresenta un affascinante
intreccio tra la realtà geografica della Ciociaria e i diversi
livelli dell'invenzione letteraria: il mito classico, la poesia
d'immaginazione e la finzione biografica contemporanea. Ciascuna di
queste figure incarna una sfumatura diversa del "non vero",
proprio come le distinzioni linguistiche analizzate in precedenza: il
mito non è una bugia, così come la finzione artistica non è un
inganno.
Camilla
è la celebre Regina dei Volsci narrata da Virgilio nell'Eneide, la
vergine guerriera legata indissolubilmente alle terre e alle selve
dell'antico Lazio meridionale e della Ciociaria.
Patricia
Silvia, invece, nasce da un'opera in versi legata a un espediente
poetico e letterario di Tolli
con un chiaro richiamo intellettuale al territorio, dato che il
toponimo del borgo ciociaro di Patrica deriva proprio dal nome
Patricia che rappresenta la personificazione lirica
dell'immaginazione, dove, appunto, il nome stesso evoca le radici
storiche.
Fata
Silva, infine, è un personaggio partorito dalla mente del
drammaturgo e regista romano Alberto Macchi, autore profondamente
legato al borgo ciociaro di Patrica, al quale ha dedicato storici
studi e progetti teatrali.
Inserita
all'interno di una "biografia inventata", Fata Silva
diventa un meraviglioso esempio di come la letteratura contemporanea
possa creare nuovi "folclori" e leggende moderne,
radicandoli nello spirito autentico del territorio ciociaro.
Tre
archetipi diversi che dimostrano come una terra reale possa
trasformarsi, attraverso epoche e stili differenti, in una
straordinaria fucina di narrazioni e figure immortali.

Un
viaggio epico oltre i confini del tempo. Un uomo sulle tracce
dell'Oro del Nord.
Duemila anni fa, gli
inviati di Roma sfidavano l’ignoto per raggiungere le gelide sponde
del Mar Baltico. La loro missione: l'ambra, la resina preziosa che
affascinava l'Impero.
L'autore
non si è limitato a studiare la storia: l’ha interamente vissuta.
Vestiti
i panni di un Eques Romanus,
ha ripercorso materialmente – in special modo sulle coste del Mar
Baltico – in compagnia della sua compagna nelle vesti d'una
mercante di Danzica di none Luzia,
quell’antico e tortuoso tracciato transeuropeo, fondendo il rigore
ella ricerca scientifica con la vividezza del racconto letterario.
La
Via dell'Ambra
è un’opera straordinaria e polifonica, presentata in tre lingue
(italiano, polacco e inglese). Un ponte culturale che unisce il cuore
dell'Impero alla custode millenaria dei segreti del Baltico, offrendo
al lettore il respiro, la fatica e la meraviglia di un’impresa
senza tempo.
Mettetevi
in marcia. La strada per il Baltico è ancora aperta!




Questa “Tetralogia Teatrale”, da me composta e messa in
scena nel corso degli anni 2000-2026, costituita dalle 4 pièce
teatrali: “Mestiere di Osso”, “Mestiere di Sveglia”,
“Mestiere di Sandwich” e “Mestiere di Megafono”, definite
rispettivamente ‘Lettera Teatrale’, ‘Monologo Teatrale’,
‘Melologo Teatrale’ e “Denuncia Teatrale”, le quali
riguardano, tutte con uno stesso schema, una lettura
drammatizzata d’una lettera che ricalcherebbe, a detta di
alcuni critici, un genere di teatro real-fantastico, grottesco,
surreale, metafisico, con una struttura drammaturgica
assolutamente originale. Io, dal canto mio, posso dichiarare
soltanto che tale Tetralogia Teatrale è stata da me composta
per divertire e, nello stesso tempo, commuovere; per far
riflettere su certe condizioni umane… e ognuna delle quattro
pièce è strutturata in modo tale da poter essere rappresentata
sia in teatri tradizionali che in spazi non convenzionali, con
una particolarità unica: quella di non dover portar i testi a
memoria. In “Mestiere di Sveglia” e “Mestiere di Megafono”
protagonista è una donna; in “Mestiere di Osso” e “Mestiere
di Sandwich”, invece, protagonista è un uomo. Ognuno di
loro appare improvvisamente sul palcoscenico d’un piccolo
teatro che è situato all’interno della propria casa. È mattino,
il protagonista/la protagonista s’è appena svegliato/svegliata
ed è sorpreso/sorpresa di trovare il pubblico già seduto in
platea. Questi spettacoli – a cui sovente. dietro richiesta degli
spettatori, segue un dibattito con gli attori e col regista –
hanno una durata media di circa 45 minuti.
Buon divertimento,
Alberto Macchi